Il mare è calmo e piatto. La nave procede tranquilla verso il porto di Fu Chou. Ma a un certo punto succede qualcosa di strano: la superficie del mare comincia a muoversi in modo inatteso. Un onda bassa, lunghissima e lenta si muove verso la nave. Poi un'altra un po' più grande... e poi altre e altre ancora, sempre più alte e forti e frequenti. E quando finalmente l'equipaggio realizza cosa sta succedendo, ormai è troppo tardi per cambiare la rotta: la nave è diretta verso un tifone tropicale d'inaudita violenza. L'unica speranza di sopravvivere, secondo il capitano Mac Whirr, è di entrarci dentro e superarlo in fretta. Ma oltre alla furia del mare, dovrà affrontare l'ostilità del suo equipaggio, e soprattutto del giovane primo ufficiale Jukes...
Joseph Conrad, nella pagine emozionanti di '
Tifone', una delle sue opere più conosciute, ci ricorda che la Natura è più forte dell'uomo, e che quando rivela il suo lato nemico, o meglio indifferente, all'umanità , allora il potente piroscafo diventa un guscio di noce, il carico umano di coolies (manovali cinesi) perde il suo valore di merce; allora i conflitti e gli scontri fra gli uomini diventano solo uno spreco d'energia. Conrad ci ricorda che di fronte al 'mostro' che viene da fuori, le mostruosità che ci portiamo dentro perdono d'importanza e l'uomo, privato della propria arroganza, si trova all'improvviso solo di fronte alla propria impotenza. E allora può contare solo sul proprio coraggio e sulla propria onestà .
La tensione che anima il romanzo cresce gradatamente dalle prime pagine fino alla conclusione e se il libro fosse stato più lungo probabilmente non sarebbe stato possibile per il lettore reggerla oltre. Nella lettura di
Moro Silo si viene coinvolti negli avvenimenti narrati come se si vivessero in prima persona.