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Baldassar Castiglione nacque a Casatico, in provincia di Mantova nel 1478. Figlio di Cristoforo, uomo d'arme, e di Luigia Gonzaga, studio' a Milano alla scuola umanistica di Giorgio Merula e Demetrio Calcondila. Nel 1499, tornato a Mantova, entrò al servizio di Francesco Gonzaga che, nel 1503, lo volle con sè nella battaglia del Garigliano, contro l'esercito spagnolo. Dal 1504 al 1513 dimorò nella corte di Urbino, uno dei maggiori centri della cultura rinascimentale, e fu incaricato di missioni diplomatiche (in Inghilterra nel 1506 ed a Milano nel 1507) prima da Guidubaldo di Montefeltro, poi dal successore Francesco Maria della Rovere. Nel 1513 fu mandato come ambasciatore a Roma, dove rimase sino al 1516, partecipando attivamente alla vita culturale della città. Tra l'altro si legò di profonda amicizia con Raffaello che gli suggerì l'importante lettera a Leone X, sulle antichità romane e sulla maniera di restaurarle, per lungo tempo attribuita proprio a Raffaello Sanzio. Rientrato a Mantova e rimasto vedovo, nel 1520, di Ippolita Torelli, abbracciò lo stato ecclesiastico e nel 1524 fu nominato nunzio apostolico a Madrid da Clemente VII, che piò´ tardi lo rimproverò di non aver saputo prevedere e prevenire diplomaticamente il sacco di Roma del 1527. Dell'accusa si scagionò con una lettera al Papa, dando poi ulteriore prova della sua fedeltà alla Chiesa nella fiera requisitoria del '28 contro Alonso Valdès, fratello di Juan e segretario di Carlo V. Un anno piò´ tardi, nel 1529, moriva a Toledo di febbre pestilenziale. Uomo politico prima che letterato, Baldassar Castiglione ha lasciato tuttavia un'abbondante produzione in versi ed in prosa. Il suo capolavoro è 'Il Libro del Cortegiano'.