Breve biografia
Fëdor Michajlovič Dostoevskij (Mosca,1821 òC San Pietroburgo, 1881) è considerato uno dei piò´ grandi scrittori di tutti i tempi. E' il secondo di sette figli dello stravagante e dispotico medico Michail Andreevič e di Marija Fёdorovna Nečaeva. E' la madre, dal carattere allegro e semplice, amante della musica e molto religiosa, ad insegnare a leggere al figlio facendogli conoscere Aleksàndr Sergeevič Puškin, Vasilij Andreevič Žukovskij e la Bibbia. Nel 1837 la madre, da tempo ammalata di tisi, muore. Il padre iscrive Fëdor alla Scuola Superiore del genio militare di Pietroburgo, dove studia ingegneria militare: egli la frequenta però controvoglia, essendo i suoi interessi già orientati verso la letteratura. Nel 1838 il padre, che si era dato al bere e che maltrattava i propri contadini, viene ucciso probabilmente dagli stessi. Alla notizia della morte del padre Fёdor ebbe il suo primo attacco di epilessia, malattia che lo perseguiterà per tutta la vita. Si diploma nell'agosto 1844 ma poco dopo rinuncia alla carriera militare e inizia a mantenersi con i proventi di traduzioni. Nel 1846 vede la luce il suo primo romanzo,'Povera gente', che riceve gli elogi di importanti critici come Belinskij e Nekrasov. Nello stesso periodo conosce Michail Petrasevkij, convinto sostenitore del socialismo utopistico di Fourier. Dostoevskij inizia a frequentare i circoli rivoluzionari; nel 1849 viene arrestato e imprigionato con l'accusa di cospirazione: si ritiene che faccia parte di una società segreta sovversiva e viene condannato insieme ad altri venti imputati alla pena di morte mediante fucilazione. E' già in posizione per la propria esecuzione quando giunge un ordine dell'imperatore Nicola I che cambia la condanna in quattro anni di lavori forzati. Dostoevskij parte così per la Siberia. La dura esperienza della deportazione e della reclusione forzata lo segnano fisicamente e moralmente, inducendolo a meditare sul destino finale dell'uomo e sul problema del male, e gli lasciano nel cuore un senso di struggente pietà per i propri simili. Nel 1859, congedato per motivi di salute, ottiene il permesso di tornare nella Russia europea e lavora alla stesura delle sue memorie sul bagno penale, che verranno pubblicate con il titolo 'Memorie dalla casa dei morti' . Negli anni successivi pubblica 'Umiliati e offesi' e 'Memorie dal sottosuolo'. Nel 1864, muore la moglie Marija Dmitrevna e poco dopo, il fratello Michail, lasciandogli enormi debiti da saldare. L'anno successivo compie un viaggio in Europa, dove, cercando di risolvere le proprie difficoltà economiche, gioca disperatamente alla roulette, col risultato di peggiorare ulteriormente la propria condizione finanziaria. Conosce una giovane e bravissima stenografa, Anna Grigor'evna Snitkina, che sposa nel 1867 e grazie alla quale riesce a dare alle stampe l'autobiografico 'Il giocatore', opera in cui Dostoevskij racconta le disavventure di alcuni personaggi presi dal vizio della roulette. Negli anni successivi pubblica alcuni dei suoi romanzi piò´ importanti: 'Delitto e castigo' (1866), 'L'idiota' (1869) e 'I demoni' (1871). Stringe amicizia col filosofo Vladimir Solov'ëv e con Konstantin Pobedonoscev - uno degli intellettuali piò´ influenti e piò´ conservatori di Russia. Nel 1871 Dostoevskij assume la direzione della rivista conservatrice 'Graždanin' ("Il Cittadino"). Nel 1878 è eletto membro dell'Accademia delle Scienze di Russia nella sezione lingua e letteratura. Nel 1879 viene eletto membro del Comitato d'onore al Congresso letterario internazionale a Londra. Nel gennaio del 1879 inizia sulla rivista 'Russkij vestnik' la pubblicazione de 'I fratelli Karamàzov', il suo canto del cigno, il suo romanzo piò´ voluminoso e forse piò´ ricco di drammaticità e di profonda moralità. Muore a causa di un attacco di enfisema il 9 febbraio 1881 a Pietroburgo.
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