Breve biografia
Emilio Villa è poeta, artista e intellettuale. Nato ad Affori nel settembre del 1914, in gioventù si trasferisce in Brasile, a San Paolo. Ritornato in Italia, si dedica allo studio della filologia semitica e paleogreca. Innovatore e 'scassinatore' della lingua e della poesia, sperimenta il plurilinguismo, mescolando le lingue vive con le lingue morte. Schivo e anticonformista, sperimenta anche la possibilità dell'interazione e dell'integrazione di tutti i codici verbali e visuali, attraverso la collaborazione con artisti a lui contemporanei del calibro di Rothko, Duchamp, Burri, Matta, Schifano, e in anni più recenti Paladino e De Dominicis. Conoscitore, oltre che della cultura e della lingua greca ed ebraica, anche del latino e delle lingue mesopotamiche, ha tradotto una tavola del poema 'Enuma eliš', l 'Odissea' e la 'Bibbia'. Inizia a tradurre l 'Odissea' nel 1942, ma solo dopo la fine della guerra ne appresta una prima stesura, pubblicata nel 1964, che libera il grande poema dalla statica sacralità in cui era stato relegato, per ridare luce ai legami profondi esistenti con le culture precedenti. Legami che rintraccia ed evidenzia anche con la traduzione che fa della 'Bibbia', della quale intende restituire il valore letterario prima che religioso e indagare le ascendenze e le influenze ereditate da culture antiche prossime a quella ebraica, come quella egiziana e mesopotamica. Sostenitore di una scrittura e di una editoria svincolate dal potere e da logiche di produzione seriale e meccanizzata, ha attuato una consapevole dispersione delle sue opere. Muore a Rieti nel gennaio del 2003.
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