Breve biografia
Carlo Levi (1902-1975) è tra gli intellettuali più importanti del Novecento. Nato a Torino da una famiglia dell'alta borghesia, dopo la laurea in Medicina sceglie di non esercitare la professione medica per dedicarsi alle sue passioni: la pittura e la politica. Amico di Piero Gobetti, con il quale collabora alla redazione de 'La Rivoluzione Liberale', frequenta Felice Casorati, figura di rilievo dell'avanguardia artistica torinese. Si unisce - con Lussu, Rosselli, Salvemini e Tarchiani - a 'Giustizia e Libertà'. L'evento che segna la sua vita di uomo e di intellettuale è il confino ad Aliano, in provincia di Matera, al quale viene condannato dal regime fascista nel 1935. Quest'esperienza lo porta a scrivere la sua opera più nota, 'Cristo si è fermato a Eboli' (1945), e influenza il suo lessico pittorico aderendo al Neorealismo. Si trasferisce nel '36 per alcuni anni in Francia e, rientrato in Italia, nel '43 aderisce al Partito d'Azione e dirige 'La Nazione del Popolo', organo del Comitato di Liberazione della Toscana. L'impegno di Levi continua nel dopoguerra, con l'elezione a senatore della Repubblica e con il lavoro di giornalista e di scrittore. Fra le altre sue opere sono da ricordare: 'L'orologio' (1950), 'Le parole sono pietre' (1955), 'Il futuro ha un cuore antico', 'La doppia notte dei tigli' (1956), 'Tutto il miele è finito' (1964).
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