Il capolavoro del grande scrittore e drammaturgo viennese
Arthur Schnitzler: '
Il ritorno di Casanova', letto integralmente da
Alberto Rossatti che con la sua voce sapiente esplora i più reconditi segreti della personalità e dei sentimenti dell'avventuriero veneziano ormai alle soglie di una decadente vecchiaia.
Il ritorno di Casanova (Casanovas Heimfahrt) si apre con un dato di fatto anagrafico e con un'immagine che cristallizzano il contenuto di fondo del romanzo:
'A cinquantatre anni Casanova, da tempo spinto a vagare per il mondo non tanto dal desiderio giovanile d'avventura quanto dall'angoscia dell'incombente vecchiaia, fu assalito da così grande nostalgia per Venezia sua città natale, che prese a volteggiarle intorno come un uccello che cali lentamente dal libero cielo in sempre più strette volute... per scendere a morire sulla terra.'.
Un'inizio di grande forza narrativa; si può dire, anzi, che Schnitzler sia riuscito con magistrale immediatezza ad evocare già in apertura il 'leitmotiv' della decadenza che scandirà con asprezza rabbiosa le azioni e i pensieri di Casanova lungo tutta la trama della storia. Ma la sua originalità sta nello svolgimento dell'idea di solitudine che coincide con la decadenza fisica e morale del personaggio e diventa emblema, per lo scrittore, per i suoi colleghi austriaci e per tutti i suoi lettori, anche della grave crisi politica e bellica della prima guerra mondiale.
Fin dal 1915, infatti, Schnitzler pone mano al Casanovas proprio nel momento in cui anch'egli, a cinquantatré anni - l'età del suo personaggio - attraversa una fase di profonda meditazione e ripensamento della sua esistenza. Ecco dunque che l'autore, come per una sorta di rispecchiamento, costruisce un ritratto del tutto crepuscolare dell'impenitente conquistatore veneziano, che viene descritto al tramonto della sua vita di avventuriero e seduttore. Il Casanova di Schnitzler è un uomo rivolto al passato, incapace di affrontare il presente. Giunto alle soglie della vecchiaia, altro non sembra desiderare se non fare ritorno nella sua amata Venezia, dalla quale trent'anni prima era stato esiliato. Ma proprio durante il viaggio verso la città natale si imbatte in Marcolina, giovanissima studiosa di matematica e lucida illuminista, che nei suoi confronti altro non mostra se non distaccata e indifferente cortesia. Lo spirito da conquistatore, solo apparentemente sopito, del vecchio Casanova si risveglia e spingerà il protagonista ad architettare un rovinoso intrigo, che dopo un barlume di incomparabile felicità lascerà sulle sue labbra solo un amaro retrogusto. La persona che si aggira solitaria per le strade buie di una Venezia fatiscente e ostile non è che il fantasma del superbo e audace avventuriero che era stato in quel Settecento brillante e rivoluzionario. Quest'ombra veneziana è molto simile alle ombre che si aggirano per Vienna dopo il grande disastro della prima grande guerra del Novecento. (La traduzione è a cura di Marlene McLoughlin e Alberto Rossatti)
Durata: 4h 29'
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