Lezioni di Storia. I volti del potere. Mussolini e il fascismo racconta attraverso la voce dello storico
Emilio Gentile, per le
Edizioni Laterza, l'ascesa del dittatore italiano Benito Mussolini. Ha 39 anni, è deputato soltanto da un anno, quando diviene il più giovane Presidente del Consiglio nella storia dell'Italia unita. Sono tutti più anziani di lui i leader che lo hanno preceduto: Giolitti quando arriva al governo di anni ne aveva 50, era deputato da 10, era stato già ministro. E più anziani sono gli altri leader europei. Lo stesso Lenin al comando arriva a 48 anni, e Stalin a 45. L'età di Mussolini è una rivoluzione generazionale, rivoluzionario è il modo in cui assume il potere, rivoluzionario il suo stile. Mai il governo parlamentare era stato affidato al duce di un partito-milizia. Mai un primo ministro aveva dichiarato che il suo potere era irrevocabile, lo Stato liberale superato, il parlamentarismo morto. Mai un partito aveva assunto il governo di un regime parlamentare, arrogandosi il monopolio della politica, eliminando le opposizioni, imponendo la propria ideologia come una religione. È la prima realizzazione nell'Europa occidentale di un nuovo tipo di regime, il totalitarismo, fondato sul partito unico, sulla organizzazione delle masse, sul culto del capo come un nume vivente. Il duce è il primo dittatore carismatico nella storia del Novecento. Il suo stile di potere diviene un modello per altri duci nazionalisti che aspirano a diventare dittatori, in Europa e nel mondo. Forse anche nella Russia di Stalin. Registrazione
live effettuata l'1 febbraio 2009.
Lezioni di Storia. I volti del potere. Stalin e il comunismo racconta, attraverso la voce del docente di Storia Contemporanea
Andrea Graziosi per le
Edizioni Laterza, di una delle icone del totalitarismo comunista: Stalin. Solo tre settimane dopo la sua morte gli eredi politici ordinano la liberazione di oltre un milione di prigionieri, la fine delle torture e il rispetto dei diritti degli arrestati. Solo tre anni dopo, nel 1956, denunciano al mondo che 'il Massimo Genio e il Massimo Condottiero di tutti i tempi e di tutti i popoli' è stato un tiranno spietato. Passano due anni dal crollo del muro di Berlino e la sua grandiosa costruzione economica si affloscia, inerte, su stessa. Ma, dal 1917 al 1953, Stalin aveva dispiegato un'attività prodigiosa, dando prova di rara intelligenza, originalità di pensiero e volontà di potenza, unite a una spietatezza che lascia stupefatti. Icona del totalitarismo, egli è un rivoluzionario per cui tutto è possibile, dalla liquidazione di interi gruppi sociali alla deportazione dei popoli, all'uso della fame per imporre quel socialismo cui guarda sempre, sia pure a suo modo, come meta finale. Il suo regime è, fino al 1941-42, un regime imposto con la forza a popolazioni ostili. Lo salva la vittoria contro un nemico feroce, quella guerra che è sua e al tempo stesso dei popoli che aveva oppresso. Ma se la sconfitta di Hitler è parte del suo lascito, a suo debito sono sofferenze e soprusi fino all'annientamento della cultura russa e al distacco della nazione dall'Europa. Il tutto per rincorrere una potenza straordinaria ma illusoria, il cui inesorabile esaurimento suscita interrogativi grandi quanto quelli posti dalla sua nascita e dal suo sviluppo. Registrazione
live effettuata il 22 febbraio 2009.
Lezioni di Storia. I volti del potere: Hitler e il nazismo racconta l'ascesa al potere di Adolf Hitler, attraverso la voce del professore di Storia Contemporanea
Vittorio Vidotto, per le
Edizioni Laterza. Immani distruzioni, milioni di vittime civili e militari, sterminio degli ebrei: un unico responsabile, Adolf Hitler. E un popolo, colpevole di aver favorito la sua ascesa e il suo fanatico antisemitismo, averne condiviso la politica e coltivato il mito nonostante i disastri della guerra e l'inevitabile avvicinarsi della sconfitta. Allo storico si chiede di spiegare e di distinguere. Di ricostruire i meccanismi della presa del potere avvenuta per via legale da parte di un partito che allora era la maggiore forza politica del paese. Di analizzare le tappe e i meccanismi con cui si costruì il sistema di potere nazista e la sua rapidissima trasformazione in regime totalitario, con l'eliminazione fisica degli avversari politici. Di ricordare le ragioni del successo di Hitler nel restituire ordine al paese e prestigio alla nazione. Di misurare le dimensioni del consenso e il tasso di repressione. Si scopre così che se tutto, salvo la sconfitta, sembrava già enunciato nei programmi del dittatore tedesco, molte decisioni furono più improvvisate che programmate: il nazismo era un sistema di poteri spesso conflittuali tra loro, tenuti insieme dal carisma di uno solo. La Germania uscì distrutta dalla guerra ma le trasformazioni imposte dal nazismo con la definitiva sconfitta delle vecchie classi dirigenti e la modernizzazione tecnocratica favorita dal regime prepararono il paese al rilancio del dopoguerra. Registrazione
live effettuata il 15 marzo 2009.