Alessandro Fogar
Grado
Surface Study #3 - Grass with stones

"My obsession with surface is the subject of my music. In that
sense, my compositions are not "compositions" at all.
One might call them time canvases in which I more or
less prime the canvas with an overall hue of music.
I have learned that the more one composes or constructs -
the more one prevents Time Undisturbed from becoming
the controlling metaphor of music."
Morton Feldman - Between Categories (1969)


Surface Study #3 ­ Grass with stones è il terzo di una serie di lavori ispirati dallo studio delle superfici, il primo dei quali Surface Study #1 - Sand è stato presentato a Topolò nella "Stazione di Topolò 2003".
Il microfono viene utilizzato come un microscopio, per cogliere le più intime risonanze, i fruscii più segreti, l'essenza della natura.
I campionamenti vengono poi metabolizzati, trasformati, distorti, decomposti. Gli oggetti sonori così ottenuti sono usati per riempire una sorta di tela sonora in modo tale che l'architettura interna dei suoni, con le sue intime strutture temporali, diventino la metafora di controllo per il pezzo.
Durante l'esecuzione, l'autore interviene controllando l'evoluzione dell'opera la generazione di nuovi eventi sonori, mixando e spazializzando le loro stratificazioni, componendo il silenzio.
Alessandro Fogar opera nel campo della musica elettronica e delle arti multimediali, con uno spiccato interesse verso i suoni naturali, i paesaggi sonori, la spazializzazione ed i sistemi interattivi.
Ha esplorato vari approcci per la generazione, registrazione e produzione del suono, le composizioni che ne risultano sono spesso studi sulla trasformazione, mutazione di suoni esistenti.
Vive a Grado (GO), studia musica elettronica e nuove tecnologie multimediali presso il Conservatorio G. Tartini di Trieste.

Surface Studies #3 ­ Grass with stones is the third in a series of works focused on the study of surfaces, the first of them Surface Study #1 - Sand has been premiered in Topolo' during "Stazione di Topolò 2003".
The microphone is used as a microscope, in order to catch the most intimate resonance, the most secret rustles, the essence of nature.
Field recordings are then metabolized, tranformed, distorted, decomposed.
The sound objects thus generated are used to fill a sort of sound canvas so that the inner architecture of sounds, with its intimate time structures, becomes the controlling metaphor of the work.
The author performs controlling the work evolving, the generation of new
sound events, mixing and spatializing, composing silence.
Alessandro Fogar works in the field of electronic music and multimedia art,
with a marked interest in natural sounds, soundscapes, spatialization and interactive systems.
He has explored various approaches to sound generation, recording and production, the resulting compositions are often studies in transforming, mutating existing sounds. He lives in Grado (GO), studies Electronic music and new media tecnologies, Conservatorio G. Tartini, Trieste

 

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per il paese di Topolo' - Topolove, Comune di Grimacco, Provincia di Udine, ITALIA 
realizzazione, produzione audio e pubblicazione nel web a cura di Valerio Bergnach ( Topolò-Topolove)