|
Installazione multimediale
collabratori:
Aljosa Abrahmsberg
Irena Staoudohar
Uros Balantic
|
L'installazione multimediale raccoglie frammenti di
comunicazioni telefoniche casualmente riprese con un intercettore di
frequenze. Sono interessanti le comunicazioni notturne, perche' soprattutto
di notte le persone provano a vincere la lontanza. Olte al suono delle
parole in sloveno e in italiano e del respiro di interlocutori irriconoscibili,
le registrazioni riprendono anche i rumori di fondo. Il "ready
made" sonoro e' pieno di tensioni emotive ma senza quadro narrativo,
percio' i confini del fittizio e del reale sono sfumati e non esiste
protagonista. Su due pareti sono proiettate simultaneamente due scene
notturne di ambiente urbano. Sulla prima parete si vede la pianura friulana
attraverso il finestrino di una macchina in corsa. La carrellata accentua la
ripetitivita' del paesaggio autostradale qualsiasi: a tutti sono comuni la
ripetitivita' dell'illuminazione stradale, i gard rail, le stazioni di
servizio, tunnel e sottopassaggi... Le immagini della carrellata sono state
riprese all'imbrunire, quando le luci cominciano ad accendersi.
La sequenza, dal primo al successivo sottopassaggio, dura in verita'
soltanto pochi minuti, ma la sua ripetizione in loop crea l'illusione della
durata all'infinito. A causa della continuita' del paesaggio ripreso il
trucco non e' riconoscibile e si ha l'illusione del viaggiare. Soltanto
quando abbiamo la sensazione di essere gia' molto lontani, ci accorgiamo che
il crepuscolo non e' diventato ancora notte. La proiezione del
paesaggio che sfreccia davanti agli occhi dello spettatore contiene due
immagini di cui la seconda ha il ritardo di un secondo rispetto alla prima.
Con l'aggiunta di proiezioni dilazionate si crea l'illusione di uno stesso
spazio in piano lungo. Lo spettatore ha l'impressione di guardare un
paesaggio fittizio della pianura friulana attraverso i finestrini di un bus
in corsa.
Sull'altra parete sono proiettate invece immagini statiche e vuote di una
videocamera di sorveglianza, che si susseguono come sul monitor di un
guardiano notturno. Di notte quando non c'e' gente, le camere di controllo
dismettono la propria funzione e riprendono nature morte di ambiente urbano.
Queste nature morte di ambiente urbano e la corsa attraverso un paesaggio
fittizio diventano scenografie nelle quali hanno luogo le storie delle
comunicazioni telefoniche intercettate. - E' da questo materiale che trarro'
un intervento per Topolo'- .
|
|