Luzi Mario
Mario Luzi è uno dei maggiori poeti contemporanei italiani. Nasce il 20 ottobre del 1914 a Castello, una località nelle vicinanze di Firenze. Nel 1932 si iscrive alla facoltà di Lettere; entra in contatto con il gruppo dei “solariani” (che comprende, tra gli altri, Montale, Vittorini e Gadda) e stringe amicizie con alcuni esponenti della cultura ermetica: la scelta dell'ermetismo non verrà mai abbandonata, ma ampliata e approfondita negli anni successivi. E' già presente, tuttavia, un aspetto che perdurerà in tutte le stagioni poetiche di Luzi. Franco Fortini l'ha definita "certezza dell'essenza spirituale dell'universo", dalla quale consegue la "possibilità di conoscere tale essenza per via intuitiva, indipendentemente dalla storia umana". Il periodo migliore della poesia di Luzi è, secondo alcuni critici, quello che si apre con la raccolta “Primizie del deserto” dei primi anni Cinquanta. L'assenza e l' "immobilità fachiresca" degli anni precedenti lasciano il posto a un'inquietudine profonda che si traduce, da un lato, in paesaggi tetri, aspri, perennemente scossi dal vento; dall'altro nella costante ricerca di un ponte tra essere e divenire, mutamento e identità, tempo ed eternità, nell'incerta speranza che questo possa lenire la penosa insensatezza del vivere. Più di recente Luzi ha modificato alquanto lo stile e in parte i contenuti. Il verso é diventato prosastico, il lessico "di nobile estrazione saggistica"; i contenuti, infine, si sono aperti a memorie di adolescenza, ambienti della quotidianità urbana, financo a paesaggi esotici di paesi stranieri. La sua resta comunque una poesia d'elezione, intesa come pratica salvifica da una vita apparentemente priva di senso.<br>Il suo esordio letterario risale al 1935, con la raccolta di poesie “La barca”. La sua seconda raccolta di poesie, “Avvento notturno”, viene pubblicata nel 1940. A partire dal dopoguerra escono i testi che sanciscono la definitiva consacrazione artistica di Luzi: “Un brindisi” (1946), “Quaderno gotico” (1947), “Primizie del deserto” (1952), “Onore del vero” (1957), “Nel magma” (1963), “Dal fondo delle campagne” (1966), “Su fondamenti invisibili” (1971). Nel 1978, per l'opera “Al fuoco della controversia”, gli è assegnato il Premio Viareggio. Gli anni Ottanta sono per il poeta anni fecondi e segnati da grandi riconoscimenti: il 1983 vede la pubblicazione de “La cordigliera delle Ande e altri versi tradotti”, nel 1985 esce la raccolta “Per il battesimo dei nostri frammenti” e l’anno successivo gli viene conferito il Premio Montale. Nel 1990 pubblica “Frasi e incisi di un canto salutare”, nel 1994 “Viaggio terrestre e celeste di Simone Martini”; ultime opere in poesia sono “Sotto specie umana”, del 1999, “Dottrina dell'estremo principiante”, del 2004 e la raccolta postuma “Lasciami, non trattenermi” (2009). Intensa è l’attività di Luzi anche come traduttore e saggista. Tra le sue opere in prosa si possono ricordare: “L'inferno e il limbo” (1949), “Studio su Mallarmé“ (1959), “L'idea simbolista” (1959), “Tutto in questione” (1965), “Vicissitudine e forma” (1974), “Discorso naturale” (1984). Nell’ottobre 2004, in occasione del suo novantesimo compleanno, è nominato Senatore a vita dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Si spegne a Firenze pochi mesi dopo, il 28 febbraio 2005.
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