Lamarque Vivian
Vivian Lamarque è nata a Tesero (Trento) nel 1946. Dall'età di nove mesi vive a Milano, dove ha insegnato per molti anni. Ha pubblicato i suoi primi versi, con una nota di Giovanni Raboni, sulla rivista “Paragone Letteratura” nel 1972. Partecipa poi con “L’amore mio è buonissimo”, a un "quaderno" collettivo dell'editore Guanda (1978). Ha scritto Maurizio Cucchi su questa prima raccolta di Lamarque: <br>“Già si evidenziano caratteri tipici della poesia della Lamarque. In primo luogo una dolcezza e una grazia carezzevoli, che danno vita a componimenti prevalentemente brevi o brevissimi, nei quali appare una commozione sottile espressa nei toni di una lieve, sorridente ironia, e in modi che mimano una tenerezza di pronuncia infantile”. Sono delle caratteristiche che vengono rintracciate anche nella produzione successiva: <br>lo si avverte anche dal titolo stesso della raccolta, e da quello del primo vero e proprio libro della Lamarque, “Teresino”, che esce nell’ ‘81, con i consensi, tra gli altri, di Vittorio Sereni e con un riconoscimento importante come il premio Viareggio per l’opera prima. In questo libro, l’autrice si apre anche a una dimensione più ampia, e già ben traspare un altro aspetto rilevante della sua opera: lo strazio tagliente, la sofferenza di fondo che un dire anche volutamente bamboleggiante tende a mascherare. Seguono poi raccolte nelle quali, in versi e prosa poetica, la Lamarque trasforma in poesia la vicenda personale di un lungo periodo di analisi junghiana: “Il signore d’oro”, “Poesie dando del Lei” e “Il signore degli spaventati”. Tappa decisiva nel suo percorso è l’uscita di “Una quieta polvere” (1996), dove alla ben nota grazia del suo lavoro si aggiunge anche, spesso, una insolita fermezza di pronuncia, che rivela ulteriormente la centralità non sempre solo sotterranea di momenti traumatici. ( Tratto da Maurizio Cucchi, in "Antenati")
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