Poe Edgar Allan
Edgar Allan Poe (1809-1849) nacque a Boston (USA), fu poeta e saggista tra i più importanti della letteratura americana, inventore del racconto poliziesco (detective story) e del giallo psicologico (psychological thriller).<br>Figlio di una attrice e di un rampollo di una famiglia alto borghese, visse in miseria fino all'età di 12 anni. Perse i genitori, che morirono di tisi, quando era molto piccolo. Nel 1815 Poe si trasferì con gli Allan in Inghilterra dove frequentò le scuole fino al 1820. Da bambino rivelò una eccezionale memoria ed una mirabile predisposizione alla musica e alla poesia: una esagerata e forse nevrotica passione che forse fu causa del violento squilibrio al sistema nervoso della sua esile fibra.<br>I genitori adottivi (Allan) gli vollero dare un’educazione strettamente inglese. Studiò in Inghilterra, dove i massimi scrittori e poeti inglesi esercitarono grande influenza sulla sua sensibilità artistica.<br>Nel 1821, a undici anni, tornò in America, dove compose le sue prime poesie. Per Poe l’anno 1826 fu decisivo, perché abbandonò il padre che non volle sostenere i suoi debiti per la vita studentesca dissipata che aveva condotto all’Università di Virginia. Accusato di aver contratto debiti di gioco si trasferì a Boston dove pubblicò a proprie spese, nel 1827, il suo primo libro di poesie "Tamerlano e altre poesie" che risentivano dell'impronta byroniana e che gli meritarono la prima fama.<br>Iniziò a guadagnarsi la vita scrivendo e nel 1835 pubblicò i suoi primi racconti sul Courier ed entrò a far parte della redazione del Southern Literary Messenger di Richmond, ma continuò ad avere una vita angosciosa ed oscura. Tra il 1837 e il 1838 scrive “Storia di Arthur Gordon Pym” che viene pubblicato nel 1838. Si tratta di uno dei libri più famosi di Poe e tra i più rappresentativi della sua narrativa del terrore. Nel 1840 pubblicò a Filadelfia “La caduta della casa Usher” e una prima raccolta de "I racconti del grottesco e dell'arabesco". Nel 1841, per il Gift ed il Graham’s Magazine, scrive “Il ritratto ovale”, “La vita della morte”, “La maschera della morte rossa”, nel 1843 "Lo scarabeo d'oro" che ottenne grande successo e nel 1845 "Il corvo e altre poesie" che gli diedero infine la celebrità. Nel 1842 pubblicò “Il dominio di Arnheim”, “Il giardino nel paesaggio”, “Il pozzo ed il pendolo”, “Il mistero di Maria Roget”, opere ispirate ad una visione realistica della vita e contemporaneamente dell’immaginario; odio, fascino e paura, entusiasmo e diffidenza di una società dalla quale cerca di fuggire con una prosa ricca di echi shakespeariani e metafisici. Nel 1846 la moglie morì di tubercolosi e ciò fece sprofondare lo scrittore nella più cupa desolazione. Lo scrittore, travolto dal dolore e dal rimpianto, divenne definitivamente un alcolista. Il 7 ottobre del 1849 venne trovato in stato di delirium tremens sulla banchina del porto di Baltimora. Ricoverato in ospedale, morì dopo qualche giorno probabilmente di emorragia cerebrale. Le circostanze esatte della sua morte non sono mai state chiarite.
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