Gatto Alfonso
Il poeta Alfonso Gatto è nato a Salerno il 17 luglio 1909 da una famiglia di marinai e armatori di origine calabrese. Si hanno scarse informazioni sulla sua infanzia e la sua adolescenza. Nel 1926 si iscrisse all'università di Napoli, che dovette abbandonare pochi anni dopo per problemi economici, e da quel momento condusse un'esistenza irrequieta e avventurosa. All'esercizio di molteplici lavori (commesso di libreria, istitutore di collegio, correttore di bozze, giornalista, insegnante) affiancò la collaborazione con riviste e periodici di cultura letteraria e fondò con Vasco Pratolini il periodico di azione artistica e letteraria “Campo di Marte”. Il suo impegno sociale e politico lo portò ad aderire alla poesia della resistenza e ad essere arrestato come antifascista nel 1936. In seguito fu collaboratore de l'Unità e figura di primo piano nella letteratura di ispirazione comunista, ma si dimise dal partito per diventare un comunista "dissidente". Fra i massimi esponenti dell'ermetismo, Gatto lavorò alla costruzione di una grammatica ermetica, che lui stesso definirà una ricerca di "assolutezza naturale", servendosi di un linguaggio rarefatto e allusivo: la ricerca di uno spazio vuoto in cui far risuonare la poesia come motivo melodico. Alterna all'attività poetica la prosa ("La sposa bambina" - 1944; "La coda di paglia" - 1948) e la scrittura di un testo teatrale ("Il duello" - 1962). La sua opera poetica è raccolta in una serie di volumi pubblicati fra il 1931 e il 1977: fra gli altri le raccolte "Isola" - 1931, "Amore della vita" - 1944, "Il capo sulla neve" - 1947. Molti sono anche i suoi articoli di cronaca nera e sportiva, soprattutto calcio e ciclismo, scritti per i maggiori quotidiani italiani. Muore a Capalbio, in provincia di Grosseto, nel 1976 per un incidente automobilistico.
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