Stendhal
Stendhal (Grenoble, 1783 - Parigi, 1842), pseudonimo di Henri-Marie Beyle. Scrittore francese, nato in una famiglia della borghesia, perdette la madre a soli sette anni. Il padre invece venne imprigionato nel 1794 durante il terrore. Nel 1799 si recò a Parigi dove ottenne un impiego presso il Ministero della Guerra. L'anno successivo partì per l'Italia come sottotenente nei dragoni e nel 1801 partecipò alla campagna d'Italia nell'esercito napoleonico, servendo nello Stato maggiore del generale Stéphane Michaud. In quegli anni Stendhal entrò in contatto con gli intellettuali della rivista Il Conciliatore, e si avvicinò alle esperienze romantiche. Nel 1802 si congedò dall'esercito assumendo la posizione di funzionario dell'amministrazione imperiale in Germania, Austria e Russia, ma senza partecipare alle battaglie dell'esercito napoleonico. Nello stesso anno divenne amante di Madame Rebuffel, la prima della decina di amanti delle quali si conobbe nome e cognome. Ritiratosi e trasferitosi a Milano nel 1815, e poi a Roma, Napoli, Grenoble, Parigi, e per la prima volta, a Londra. Nel 1821 fece un secondo viaggio in Inghilterra, agitato da dispiaceri amorosi, ed un terzo viaggio nel 1826 lo vide ugualmente disperato. Gli anni successivi delinearono quasi un vagabondaggio per l'Europa. Nuovamente in Italia, fu espulso con l'accusa di essere una spia, quindi, a Parigi iniziò a collaborare con un giornale attraverso il quale poté delineare il suo programma essenzialmente romantico, caratterizzato ed avvalorato dal riconoscimento della storia quale componente fondamentale della letteratura. Rimase a Parigi nel 1828 alla ricerca di un impiego, viaggiò nel sud della Francia l'anno seguente, e nel 1831 fu a Trieste, poi a Civitavecchia (dove svolse la funzione di viceconsole francese). Due anni dopo di nuovo a Parigi ed a Lione. Quindi, si spostò in Italia, e verso la fine del 1837 effettuò due lunghissimi viaggi nella madrepatria. Nel 1839 si recò a Napoli accompagnato dall'amico Prosper Mérimée. Nel 1841 ebbe un primo colpo apoplettico, e fece rientro nella capitale francese. Lo scrittore morì nel marzo dell'anno successivo, e fu sepolto nel noto cimitero di Montmartre. La dicitura sulla tomba reca l'iscrizione "Henry Beyle milanese". Stendhal lasciò numerosi saggi, fra i quali si ricordano “Vite di Haydn, Mozart e Metastasio” (1815), “Storia della pittura in Italia” (1817), “Sull'amore” (1822), “Racine e Shakespeare” (1823), “Vita di Rossini” (1823), “Passeggiate a Roma” (1829), “Ricordi di egotismo” (postumo, 1893), “Ricordi di un turista” (1838). Ma la sua notorietà si legò soprattutto ai famosissimi quattro romanzi “Armance” (1826), “Il rosso e il nero” (1830), “La Certosa di Parma” (1839) e “Lucien Leuwen” (postumo, 1894). I temi principali della sua produzione letteraria furono una marcata sensibilità romantica ed un fervido spirito critico, che dettero vita alla filosofia della “Chasse au bonheur”, egotismo tipico di tutti i suoi personaggi. L'analisi delle passioni, dei comportamenti sociali, l'amore per l'arte e per la musica, nonché la ricerca epicurea del piacere, venivano espressi attraverso una scrittura personalissima, nella quale il realismo dell'osservazione oggettiva ed il carattere individuale della sua espressione si fondevano in maniera armonica. Per tutti questi motivi Stendhal fu quasi ignorato dai suoi contemporanei, con l'eccezione di Honoré de Balzac, ma venne poi adorato dai posteri. Stendhal fu considerato l'iniziatore del romanzo moderno, che ispirò la grande narrativa di costume dell'800.
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