Lawrence David Herbert
David Herbert Lawrence fu un romanziere, poeta, drammaturgo, traduttore e critico letterario inglese. Nacque l’11 settembre 1885 a Eastwood, una piccola cittadina del Nottinghamshire, da un padre minatore e una madre maestra elementare; il proletariato industriale, dal quale proveniva e dal quale nel corso degli anni prese le distanze, e le tensioni tra i suoi genitori costituirono l’ispirazione per le sue prime opere. Lawrence studiò presso la Beauvale Board School e alla Nottingham High School, e nel 1902 iniziò il tirocinio come maestro alla British School di Eastwood. Proseguì poi gli studi magistrali all'University College di Nottingham, e nel 1908 si trasferì a Londra, dove continuò a insegnare alla Davidson Road School e, nel frattempo, a dedicarsi alla scrittura. Nel 1920 la madre morì, lasciando un profondo vuoto nell’esistenza del giovane scrittore. L’anno successivo Lawrence iniziò a frequentare Edward Garnett e il figlio David, che divennero suoi amici e mentori, e vide pubblicati i suoi primi due romanzi, ‘Il pavone bianco’ e ‘Di contrabbando’. In seguito a un nuovo attacco di polmonite, che già l’aveva colpito in giovanissima età, decise di lasciare il lavoro come insegnante e di dedicarsi esclusivamente all’attività letteraria. All’inizio del 1912 Lawrence conobbe Frieda Weekley, appartenente a una delle più importanti famiglie nobili tedesche e moglie di uno dei suoi professori universitari, con la quale fuggì in Germania e si trasferì in seguito in Italia; proprio durante il suo primo soggiorno in Italia completò la stesura definitiva di ‘Figli e amanti’, che fu pubblicato nel 1913. Nel 1914 lo scrittore e la compagna, che aveva nel frattempo ottenuto il divorzio, fecero ritorno in Inghilterra, dove si sposarono. Lawrence entrò in contatto con alcuni intellettuali e scrittori come T.S. Eliot ed Ezra Pound che ruotavano attorno alla rivista letteraria The Egoist, sulla quale furono pubblicati alcuni dei suoi lavori. Nel 1915 fu pubblicato il romanzo ‘L’arcobaleno’, immediatamente tacciato di oscenità, e venne portato a compimento ‘Donne in amore’, che non venne però pubblicato fino al 1920. Nel 1917 lo scrittore e la moglie furono costretti a lasciare l’Inghilterra e diedero inizio a quello che Lawrence definì ‘savage pilgrimage’. L’Italia costituì la prima tappa di un viaggio, destinato a durare tutta la vita, alla ricerca di realtà rimaste autentiche, non corrotte dalle sovrastrutture della civiltà e non ancora contaminate dall’industrializzazione, come era invece accaduto nell’Inghilterra in cui era nato; il suo esilio volontario gli permise di diventare uno dei migliori scrittori di viaggio in lingua inglese. Nel 1922 iniziò a tradurre le opere di Giovanni Verga, e nell’autunno dello stesso anno si imbarcò per un viaggio che lo condusse in India, Australia, Nuova Zelanda, per giungere infine negli Stati Uniti. In questi anni continuò la pubblicazione di romanzi, racconti e saggi letterari. A metà degli anni Venti a Lawrence venne diagnosticata la tubercolosi; la malattia lo condusse a tornare in Europa alla ricerca di un clima più favorevole alle sue condizioni di salute. In una villa alle porte di Firenze lo scrittore si dedicò alla pittura e scrisse ‘La vergine e lo zingaro’, pubblicato postumo, e il romanzo per il quale è più famoso, ovvero ‘L’amante di Lady Chatterley’, censurato e pubblicato in versione integrale solo nel 1960. Nel 1928 riprese a viaggiare in Europa, fino al 1930 quando l’aggravarsi delle condizioni di salute lo costrinse a fermarsi in Francia, a Vence, dove morì nel marzo dello stesso anno. La fertile produzione letteraria di Lawrence presenta, come filo conduttore, un’approfondita riflessione sugli effetti devastanti della modernità e dell’industrializzazione, colpevoli di aver provocato un distacco dall’istinto e dalla vitalità, rendendo gli uomini incapaci di provare ed esprimere sentimenti veri. È in quest’ottica che lo scrittore affronta il tema del sesso, attirando le polemiche sia dei perbenisti di stampo vittoriano, sia degli emancipati giovani dell’età del jazz. La rivalutazione di Lawrence come intellettuale e come scrittore è stata postuma, e si è rinforzata in particolare a partire dagli anni Sessanta, con la scoperta della straordinaria attualità del suo ‘L’amante di Lady Chatterley’.
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