Audiolibri in Italia: ci sono voluti quasi 20 anni, che sia la volta buona?

17/05/2018

Audiolibri in Italia: ci sono voluti quasi 20 anni, che sia la volta buona?


di Cristiana Giacometti

Lo scorso 11 maggio ho partecipato all’incontro organizzato da Storytel Italia al Salone Internazionale del Libro di Torino. La Sala Editoria era piena di pubblico ‘professionale’: editori, agenti letterari, produttori ed editori di audiolibri, piattaforme internazionali… insomma era la prima volta che vedevo, ad un incontro che aveva per tema ‘l’Audiolibro in Italia’, un pubblico così numeroso, attento e interessato. L’occasione era la presentazione di Marco Ferrario, country manager di Storytel, azienda svedese in arrivo in Italia questa estate, della piattaforma dedicata agli Audiolibri. Dopo aver presentato alcune tendenze del mercato degli Audiobooks nel mondo (fonte APA - Audio Publisher Association, americana) ha fornito anche delle stime indicative del mercato italiano. 

Si stima che attualmente siano stati prodotti 5.000 titoli, che il mercato rappresenti poco più di  3 milioni di euro di fatturato e che stia dimostrando  una crescita del 51%.  Le vendite dei titoli dedicati al genere bambini/ragazzi rappresenta l’8%, il formato digitale rappresenta l’81% delle vendite contro il 16% del formato CD e CDMP3, il restante 3% in altri formati. La distribuzione degli ascoltatori di audiolibri in Italia nel 2017, suddivisi per fasce di età, secondo i dati riportati, è così composta: il 21,3% sono persone di età compresa tra i 45 e i 54 anni, superando i millennial tra i 35 e i 44 anni, che sono il 19,4% degli ascoltatori.

Estimates from market knowledge and statista.com

Da parte mia e de il Narratore devo dire che, ora che anche i grandi gruppi editoriali italiani cominciano a produrre e pubblicare audiolibri, auspico che si affidino a professionalità di alta qualità per non sprecare denari e… ritrovarsi con un pugno di mosche. Ribadisco, come ho detto alla tavola rotonda, che “ascoltare un Audiolibro è un incanto” e leggere con tutti i sensi un piacere e un diritto. Gli editori hanno una grande responsabilità  e oltre ai numeri necessari per svilupparsi devono pensare alla qualità dei contenuti per offrire al pubblico degli ancora pochi lettori italiani il piacere della conoscenza e dell’intrattenimento attraverso l’ascolto.

 

Leggi anche l’analisi di Giacomo Brunoro, La Case Books