Morante Elsa
Elsa Morante (1912-1985) nacque a Roma. Figlia di Irma Poggibonsi, maestra elementare, e di Francesco Lo Monaco, crebbe in casa del padre anagrafico Augusto Morante, il quale era istitutore in un riformatorio giovanile. Frequentò il liceo classico, al termine del quale abbandonò la casa paterna e si iscrisse alla facoltà di lettere, facoltà che però non terminò mai a causa di problemi economici. Visse da sola negli anni ‘30, mantenendosi grazie a lezioni e alla collaborazione con diverse riviste tra le quali il Corriere dei Piccoli e il settimanale Oggi. Nel 1936 conobbe lo scrittore Alberto Moravia che sposerà nel 1941, anno in cui pubblica il suo primo libro, “Il gioco segreto”. <br>Nel 1943 seguì il marito nella sua fuga da Roma perché accusato di antifascismo; rifugiatasi nella zona di Cassino, venne a contatto con quella realtà meridionale che avrebbe poi tanto influenzato la sua produzione successiva. Sono del 1945 il racconto “Il soldato siciliano” e le poesie “Amuleto” e “A una bambina”. Il 1945 fu anche l’anno in cui riprese, lavorando in quasi totale solitudine, la stesura di “Menzogna e Sortilegio” che vedrà la pubblicazione nel 1948, guadagnandole anche un premio Viareggio. Sempre di questo periodo e inserite in “Menzogna e sortilegio” sono le poesie “Sheherazade” e “Lettera”, nonché le liriche “Alla favola”, “Ai personaggi” e “Al gatto Alvaro”.<br>Tra il 1950 e il 1951 scrisse il racconto lungo “Lo scialle Andaluso”, in cui inserì un frammento di un altro romanzo mai stampato e per noi perduto, intitolato “Nerina”. Dal 1952 al 1956, lavorò al suo secondo romanzo, “L’isola di Arturo” con cui vinse il premio Strega. Sempre a questo periodo risalgono le sue amicizie con Umberto Saba, Sandro Penna e Pierpaolo Pasolini. Negli anni successivi viaggiò molto: tutti i paesi Europei, Persia, India, Russia e Cina e, infine, le Americhe. Strinse amicizia con l’artista newyorkese Bill Morrow e pubblicò un breve saggio su Saba. Nel 1962, la Morante si separò definitivamente dal marito Moravia e subì la grave perdita dell’amico Bill Morrow. Gli anni ’60 sono anni difficili per la scrittrice, tormentata dalla morte del giovane amico e dal terrore dell’invecchiamento. Nel 1968 pubblicò, vincendo il premio Zafferana, l’opera “Il mondo salvato dai ragazzini”. E’ del 1974 il romanzo “La storia” che le valse, assieme a un grande successo popolare, non poche critiche e riserve. Nel 1982 esce “Aracoeli” e nel 1983 la Morante si scoprì affetta da una grave malattia di natura circolatoria. Tentò il suicidio lasciando aperto un rubinetto del gas, ma venne salvata dalla domestica. Nel 1985 restò paralizzata e venne ricoverata in clinica, dove rilasciò molte interviste. Morì il 25 Novembre del 1985. I modelli espliciti della Morante sono i grandi romanzieri russi e francesi dell´Ottocento, da un lato, e i poeti Saba e Penna dall´altro. Lo stile della Morante rifugge da sperimentalismi ed espressionismi. La sua scrittura si presenta piuttosto come naturalmente fastosa e barocca, intarsiata qua e là di termini dialettali. E comunque sempre preziosa e raffinata, anche quando si riveste di panni più umili.
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