Stevenson Robert Louis
Robert Louis Stevenson nasce a Edimburgo il 13 novembre 1850, figlio di Thomas, noto ingegnere civile. Destinato fin da ragazzo alla professione del padre ma non incline per interesse né fisicamente (soffre di affezione cronica alle vie respiratorie), Robert compie gli studi di giurisprudenza ma non eserciterà mai l’avvocatura. La sua vera passione è la letteratura (fatto che causerà tensioni con la famiglia) e comincia e collaborare con riviste locali già dal 1871. Ottiene grande successo – almeno nella ristretta cerchia dell’élite britannica – con alcuni saggi e i primi due libri di viaggio (“An inland voyage” e “The new arabian nights”, 1878) tanto da essere subito annoverato tra i migliori scrittori inglesi del suo secolo. Nel 1880 sposa la statunitense Fanny van Grift Osbourne e con il figlio di lei, Lloyd, vivrà i successivi dieci anni tra Londra e alcune stazioni termali europee tentando di curare la sua tubercolosi. Nel 1888 la coppia si imbarca per una crociera nei mari del Sud che durerà diciotto mesi. Incantati dalle isole Samoa Occidentali per il clima, il paesaggio e la popolazione, decidono di stabilirvisi. Stevenson vive gli ultimi anni della sua vita sull’isola di Upolu, molto amato dalla gente del posto che lo chiama Tusitala, narratore di storie. Qui scriverà le sue opere migliori tra cui “David Balfour” (1892-93), La spiaggia di Falesa” (1892) e l’incompiuto “La diga di Herminston”, da molti considerato il suo capolavoro, pubblicato postumo nel 1896. Muore il 3 dicembre 1894 a soli 44 anni. Nonostante la breve esistenza, l’opera di Stevenson è ricca e intensa. “L’isola del tesoro” (1883) e “Lo strano caso del Dr. Jekyll e di Mr. Hyde” (1886) sono probabilmente le sue opere più note ma vanno ricordati la raccolta “Saggi familiari su uomini e libri” (1882) e i romanzi “Il signore di Ballantrae” (1889) e “La freccia nera” (1888).
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