Ginzburg Natalia
Natalia Levi Ginzburg (Palermo, 1916 – Roma, 1991) è stata una scrittrice italiana di primo piano nella letteratura italiana del Novecento. Natalia Levi, nasce a Palermo da Giuseppe Levi, un illustre scienziato ebreo di origine triestina, e Lidia Tanzi, milanese e non-ebrea. Il padre è professore universitario antifascista e sia il padre che i tre fratelli saranno imprigionati e processati con l'accusa di antifascismo. Natalia trascorre l’infanzia e l’adolescenza a Torino dove vive in un ambiente intellettuale e antifascista. Pubblica i suoi primi racconti nel 1933 sulla rivista “Solaria” e nel 1938 sposa Leone Ginzburg, docente di letteratura russa e tra i fondatori della casa editrice Einaudi. Nel 1940 segue con i figli il marito confinato in Abruzzo per motivi politici e razziali. Nel 1942 pubblica con lo pseudonimo di Alessandra Tornimparte il suo primo romanzo, “La strada che va in città”. Nel 1944 il marito muore a Roma per le torture subite in carcere. Natalia torna a Torino dove comincia a lavorare per la casa editrice Einaudi. Nel 1947 esce il secondo romanzo, “E’ stato così”. Nel 1950 sposa Gabriele Baldini, anglista e direttore dell’Istituto di Cultura italiana a Londra. Negli anni successivi escono “Tutti i nostri ieri”, “Valentino”, “Sagittario”, “Le voci della sera”. Nel 1962 esce la raccolta di saggi “Le piccole virtù” e l’anno successivo il libro che la consacrerà grande e amatissima scrittrice, “Lessico famigliare”, con cui vince il Premio Strega. Negli anni Settanta escono i volumi “Mai devi domandarmi”, “Vita immaginaria”, il romanzo “Caro Michele”, il racconto “Famiglia”. Gli ultimi tre lavori sono il romanzo epistolare “La città e la casa”, “La famiglia Manzoni” e “Serena Cruz o la vera giustizia”. Ha scritto per il teatro varie commedie, tra le quali “Ti ho sposato per allegria”. Muore a Roma nel 1991.
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