Longo Giuseppe O.
Giuseppe O. Longo è nato a Forlì nel 1941 e vive a Trieste dal 1955. Dal 1975 ricopre la cattedra di Teoria dell'Informazione alla Facoltà d'Ingegneria Elettronica dell'Università di Trieste. Ha presentato relazioni scientifiche a numerosi congressi nazionali e internazionali, ha insegnato e fatto ricerca presso diverse università europee, americane e asiatiche. Fa parte del comitato di redazione di alcune riviste specialistiche italiane e straniere. Per molti anni è stato recensore per Mathematical Reviews e per Zentralblatt für Mathematik. Attualmente si occupa soprattutto di epistemologia, di intelligenza artificiale, di problemi della comunicazione e delle conseguenze sociali dello sviluppo tecnico, pubblicando articoli su riviste specializzate e svolgendo un'intensa attività di conferenziere. Ha tradotto 15 libri dall’inglese e dal tedesco tra cui opere di Gregory Bateson, Marvin Minsky, Daniel Dennett, Douglas Hofstadter, e Iräneus Eibl-Eibesfeld. All'attività scientifica affianca l'attività narrativa; ha pubblicato diverse opere. Ricordiamo le più importanti: "Di alcune orme sopra la neve", "L'acrobata", "La gerarchia di Ackermann", le raccolte di racconti "Il fuoco completo", "Congetture sull'inferno", "Lezioni di lingua tedesca", "I giorni del vento". L'ultimo suo romanzo "La camera d'ascolto" è pubblicato dalle edizioni Mobydick, 2006. Importanti sono anche i suoi saggi sul cambiamento antropologico della specie umana: "Homo technologicus" ( Meltemi, 2005), "Il nuovo Golem" (Laterza, 2003) e "Il simbionte. Prove di umanità futura" (Meltemi, 2003).Alcune sue opere sono state tradotte in tedesco, francese, inglese, gaelico e portoghese-brasiliano. Nel maggio 1999 ha mandato in scena a Trieste il dramma "Il cervello nudo" e nel 2001 il dramma "Lo spinato dev'essere grande". Molti suoi radiodrammi sono stati mandati in onda dalla Rai.
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