Schnitzler Arthur
Arthur Schnitzler (1862-1931) è uno dei più celebri scrittori austriaci ed europei del ‘900. Nato in una famiglia ebraica, seguì le orme paterne laureandosi in medicina. Alla morte del genitore, nel 1893, decise di assecondare la sua inclinazione letteraria, emersa già negli anni universitari. Il successo arrivò con la pubblicazione della novella “Morire” (1894) e la rappresentazione della commedia “Amoretto” avvenuta nell’ottobre del 1895 al Burgtheater di Vienna. Nel 1903 andò in scena a Monaco di Baviera “Girotondo”, testo teatrale che provocò notevole scandalo ma che, pubblicato, riportò uno strepitoso successo di vendite. Nel 1905 debuttò l’opera “Intermezzo”, con la quale ottenne il Premio Grillparzer per la commedia. Gli anni fino al 1918 furono molto produttivi: vennero pubblicate diverse novelle, rappresentate opere teatrali e vide la luce il celeberrimo romanzo “Il ritorno di Casanova”. La vita dell’avventuriere veneziano esercitò una forte attrattiva sullo scrittore, che fece di Casanova il protagonista di opere di pura invenzione che riuscivano però a rendere con grande precisione introspettiva il carattere del personaggio. Nel 1924 venne pubblicato “La signorina Else” e nei due anni successivi uscì, pubblicato su una rivista, “Doppio sogno”. Oltre che per la ricca produzione teatrale e letteraria, Schnitzler è ricordato per aver messo a punto il monologo interiore, tecnica narrativa alla quale spesso fece ricorso nelle sue opere per descrivere lo svolgersi dei pensieri dei personaggi e che è divenuta uno degli espedienti fondamentali della letteratura successiva. Tra i suoi grandi ammiratori vi fu anche il connazionale Sigmund Freud, che affermò di vedere nello scrittore una sorta di suo ‘doppio’.
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