Tolstoj Lev
Lev Tolstoj è stato uno scrittore, drammaturgo e filosofo russo. La sua influenza, non solo come scrittore ma anche come pensatore, è stata ed è a tutt’oggi immensa. Tolstoj nacque nella tenuta di campagna di famiglia di Jasnaja Poljana nel 1828 e qui trascorse la sua gioventù. Nel 1844 si iscrisse alla facoltà di Filosofia, nella sezione di lingue orientali, per poi passare a una svogliata frequentazione della facoltà di diritto; lo scarso profitto lo spinse a lasciare l'università e a decidere di provvedere da autodidatta alla propria formazione. La giovinezza del futuro scrittore fu disordinata e dissoluta; nel 1851 partì per il Caucaso e diventò sottotenente d'artiglieria. Dall’esperienza di guerra trasse successivamente ispirazione per la novella ‘I Cosacchi’ e la raccolta ‘Racconti di Sebastopoli’. La prima opera pubblicata, Infanzia (1852), apparve sulla rivista ‘Sovremienik’. Con questa pubblicazione, presto seguita da ‘Adolescenza’ (1854) e ‘Giovinezza’ (1857), Tolstoj emerse tra gli scrittori più famosi dell'epoca. Già dalle prime opere apparve chiara l’idea di fondo che, pur con mutamenti e modificazioni, percorse tutta la sua poetica: soltanto il perfezionamento morale e individuale può combattere il male e la menzogna, meglio di qualsiasi riforma sociale poiché la società corrompe l'uomo. Nel 1859 Tolstoj visse un momento di profonda crisi in seguito all'uscita di ‘Felicità familiare’, che nonostante i riconoscimenti lo vide profondamente insoddisfatto e lo spinse a decidere di abbandonare l’attività letteraria. Dal 1859 al 1862 si dedicò così alla fondazione di una scuola per i figli dei contadini di Jasnaja Poljana, ma nel 1863 intraprese il lungo lavoro di ‘Guerra e Pace’, uno dei suoi più importanti romanzi, che durerà sei anni. Quest'opera monumentale venne concepita durante la campagna di Sebastopoli in cui lo scrittore assistette alla disfatta delle truppe russe, e provocò le reazioni più disparate al momento della pubblicazione. Dieci anni più tardi vide la luce l’altra delle sue opere più conosciute: Anna Karenina. Negli anni Ottanta Tolstoj entrò di nuovo in una grande crisi spirituale: si mise a lavorare la terra, rinunciò ai propri beni, reputando che il rinnovamento del mondo non potesse avvenire che attraverso il lavoro manuale e individuale; iniziò a predicare la non violenza e da allora non lasciò più Jasnaja Poljana. Negli scritti di questo periodo la ricerca della verità occupa il primo posto: ‘Padrone e Servo’, ‘Che cos'è l'arte?,’ un gran numero di racconti popolari e di opere filosofico-morali. Nel 1886 completà il racconto breve ‘La morte di Ivan Il'ic’; dello stesso periodo sono ‘Sonata a Kreutzer’, ‘Il diavolo’ e ‘Padre Sergio’. L’impianto morale dello scrittore non incontrò però il plauso del Santo Sinodo russo, che nel 1901 scomunicò Tolstoj per le sue idee anarchico-cristiane e anarco-pacifiste. Nel 1908 iniziò uno scambio epistolare con Gandhi, con il quale condivideva un desiderio e una volontà di pace. Lo scrittore trovò la morte nell’inverno del 1910, durante un tentativo di fuga dalla casa di Jasnaja Poljana.
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